di Sara Della Corte
Il 3 febbraio 2026, presso l’atrio del Liceo Scientifico “Enrico Fermi” di Aversa, si è svolto il convegno “Giustizia: io voto consapevolmente”, un incontro di approfondimento dedicato al prossimo referendum costituzionale sulla giustizia. L’iniziativa, promossa dall’istituto, ha avuto come obiettivo quello di offrire agli studenti strumenti di conoscenza e riflessione per esercitare il diritto di voto in modo libero, critico e informato, nella convinzione che una partecipazione democratica autentica nasca sempre dalla consapevolezza.
L’evento si inserisce nel più ampio percorso di educazione civica e cittadinanza attiva portato avanti dal Liceo Fermi, da sempre attento alla formazione non solo culturale, ma anche sociale e civile dei propri studenti.
A moderare l’incontro è stata la dottoressa Lucia Esposito, magistrato presso il Tribunale di Napoli Nord, che ha guidato con equilibrio e chiarezza il confronto tra i tre relatori: il professore Sandro Staiano, docente di Diritto Costituzionale all’Università “Federico II” di Napoli, il dottor Giacomo Ebner, magistrato presso il Tribunale di Roma, e l’avvocato Giancarlo De Angelis, del Foro di Napoli Nord.
Dopo i saluti iniziali della dirigente scolastica, professoressa Adriana Mincione, che ha sottolineato l’alto valore educativo dell’iniziativa, ha preso la parola il prof. Staiano, il quale ha delineato il quadro costituzionale del referendum, spiegando che la riforma riguarda il Titolo IV della Costituzione, relativo all’ordinamento giudiziario. Il docente ha evidenziato come il ricorso al referendum sia stato determinato dal mancato raggiungimento della maggioranza dei due terzi in Parlamento, segno di una profonda divisione politica sul tema. Ha inoltre invitato gli studenti a considerare il referendum come un’opportunità di crescita democratica, ricordando che “la democrazia si nutre di confronto, non di divisione”.


Per le ragioni del No è intervenuto il dottor Ebner, che ha espresso forti perplessità sulla riforma, ritenuta potenzialmente pericolosa per l’indipendenza della magistratura. Secondo il magistrato, la separazione delle carriere e l’istituzione di due Consigli Superiori della Magistratura distinti non risolverebbero i problemi strutturali della giustizia, come la lentezza dei processi, ma rischierebbero di alterare l’equilibrio tra i poteri dello Stato. “Questa riforma – ha affermato – non renderà la giustizia più efficiente, ma potrebbe indebolire il ruolo del giudice come garante dei diritti, soprattutto dei più deboli”.
Di segno opposto l’intervento dell’avvocato De Angelis, che ha illustrato le ragioni del Sì, definendo la riforma un passo verso una giustizia più chiara, autonoma e trasparente. “Separare non per dividere, ma per rafforzare”, ha spiegato, sostenendo che la distinzione tra magistratura giudicante e requirente valorizza ruoli e funzioni differenti senza intaccare l’indipendenza del sistema. L’avvocato ha inoltre richiamato i recenti scandali che hanno coinvolto la magistratura, sottolineando la necessità di un rinnovamento capace di restituire fiducia ai cittadini.
Il confronto, caratterizzato da toni rispettosi e da un alto livello di approfondimento, ha suscitato grande interesse tra gli studenti, che hanno potuto assistere a un vero esempio di dialogo democratico. Particolarmente apprezzato il momento di intervista curato dai ragazzi di LiFeRadio, la radio ufficiale del Liceo Fermi, che hanno posto domande ai relatori per chiarire i principali aspetti del referendum. In questa occasione, il dottor Ebner ha ribadito l’importanza della partecipazione al voto come dovere civico, mentre l’avvocato De Angelis ha richiamato il valore dell’informazione come fondamento di ogni scelta consapevole.
L’incontro si è concluso con i ringraziamenti della dirigente scolastica ai relatori, alla moderatrice e agli studenti, con un pensiero speciale rivolto ai ragazzi di LiFeRadio per il loro prezioso contributo alla diffusione dell’iniziativa.
Il convegno “Giustizia: io voto consapevolmente” ha rappresentato un significativo momento di crescita culturale e civile, confermando il ruolo centrale della scuola come luogo di formazione alla cittadinanza. Un’esperienza che ha ricordato a tutti quanto sia fondamentale capire prima di decidere, ascoltare prima di giudicare e informarsi prima di votare.
















































