di Caterina Cantone e Valeria Romano
Nel periodo natalizio gli studenti del Liceo Scientifico “Enrico Fermi” delle sedi di Aversa e Parete hanno scelto di vivere la scuola anche come spazio di impegno sociale, lanciando un forte messaggio di solidarietà e partecipazione attiva. Tra le iniziative promosse dalla comunità studentesca spicca la “Partita del Cuore”, un evento capace di coniugare sport, responsabilità civile e condivisione.
La manifestazione si è svolta il 19 dicembre, dalle 10.30 alle 13, presso lo Stadio “Augusto Bisceglie” di Aversa. L’idea è nata dal Comitato Studentesco d’Istituto, dai Rappresentanti di Istituto e dalla Consulta Studentesca, con il supporto organizzativo e la supervisione del Dipartimento di Scienze Motorie, che ha garantito il rispetto delle regole, la sicurezza e il corretto svolgimento dell’evento.
Per prendere parte all’iniziativa è stato richiesto un contributo volontario di 2 euro: l’intero ricavato sarà devoluto all’Unicef e destinato all’acquisto di alimenti terapeutici, secondo modalità che verranno comunicate con la massima trasparenza a tutta la comunità scolastica.



Il valore della “Partita del Cuore” va ben oltre l’aspetto agonistico. L’evento ha rappresentato un’importante occasione di aggregazione, coinvolgendo studenti, docenti e istituzione scolastica attorno a un obiettivo comune: sostenere chi vive situazioni di maggiore fragilità. In questo contesto, lo sport si è confermato un linguaggio universale, capace di trasmettere valori fondamentali come il rispetto, la collaborazione e la solidarietà, rafforzando il senso di appartenenza alla scuola e al territorio.
Accanto alla partita solidale, la comunità studentesca ha promosso anche l’iniziativa “Dona un sorriso”, una raccolta di giocattoli nuovi destinati ai bambini ricoverati nei reparti pediatrici di diversi ospedali della zona, con l’intento di rendere il Natale un momento di maggiore serenità anche per chi affronta situazioni difficili.
La “Partita del Cuore” si conferma così non solo come un appuntamento sportivo, ma come una significativa esperienza educativa. Scendere in campo ha significato mettersi al servizio degli altri, dimostrando come la scuola possa essere un luogo in cui si impara non solo a competere lealmente, ma soprattutto a prendersi cura del prossimo. Una partita che lascia il segno, perché il vero traguardo è la solidarietà.

















































