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Dai banchi di Aversa ai sogni di Roma. Il ritorno al Liceo Fermi di Giusy e Francesco: vita da fuorisede

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di Noemi Aiello, Chiara Lauro e Valeria Romano

Tornare nel luogo in cui tutto ha avuto inizio significa fare i conti con ricordi, emozioni e parti di sé che hanno contribuito a costruire il presente. Con questo spirito, Giusy Pontillo e Francesco Cantone, conosciuti sui social come “Vita da fuorisede”, sono tornati venerdì primo gennaio al “Liceo Enrico Fermi” di Aversa, la scuola che per Francesco è stata una seconda casa e che oggi rappresenta una tappa fondamentale del suo percorso di vita. Ora studenti universitari a Roma, hanno incontrato gli studenti del liceo per raccontare non solo il loro presente, ma anche le esperienze e le sfide che hanno segnato il loro passato.

Durante l’incontro, Giusy e Francesco hanno condiviso le loro “avventure” tra quelle stesse aule, dimostrando come un unico luogo possa lasciare tracce profondamente diverse. Per Giusy, gli anni del liceo sono stati contrassegnati da paure, incertezze e difficoltà, che hanno acceso in lei il desiderio di cambiare e di mettersi alla prova lontano da ciò che la faceva sentire fragile. La scelta di trasferirsi a Roma è nata proprio da questa esigenza: non solo una nuova città, ma un’opportunità per ricominciare.

Diversa, ma altrettanto intensa, è stata l’esperienza di Francesco. Per lui, il Liceo Fermi non è stata soltanto una scuola, ma un vero e proprio rifugio: un luogo che accoglie, protegge e sostiene, dove si sente compreso e accompagnato nella crescita. Ancora oggi, quel periodo rappresenta un punto fermo nei suoi ricordi e nella sua formazione personale.

Ampio spazio è stato dedicato alla vita universitaria a Roma, con tutte le sfide che comporta essere studenti fuorisede. Giusy e Francesco hanno parlato delle paure iniziali, della nostalgia di casa, delle responsabilità improvvise e delle difficoltà quotidiane, ma anche della libertà, delle nuove opportunità e della crescita personale che solo l’università sa regalare. Le loro parole, autentiche e cariche di esperienza reale, hanno colpito profondamente gli studenti.

I due ragazzi hanno raccontato anche delle iniziative nate per aiutare altri studenti fuorisede a sentirsi meno soli. Tra queste, la “Domenica del fuorisede”, evento organizzato ogni settimana in diverse città italiane per riunire studenti lontani da casa attorno a un tavolo, tra pranzo, chiacchiere e calore umano. Dall’esigenza di creare spazi di accoglienza è nato anche “The Circolino”, un locale a Piazza Bologna, a Roma, pensato per studenti fuorisede: un luogo dove sentirsi a casa, incontrarsi, condividere esperienze e trasformare la solitudine in comunità.

Non è mancato il racconto del loro incontro, avvenuto quasi per caso o forse, come sottolineano loro, per destino. Solo una settimana prima dell’inizio dell’università, uno scambio di messaggi ha rivelato che Giusy e Francesco abitavano nello stesso palazzo a Roma. Da quell’incontro inaspettato è nata un’amicizia profonda, diventata un sostegno fondamentale nella vita da fuorisede e il motore del progetto “Vita da fuorisede”, che racconta quotidianamente le loro esperienze sui social, conquistando un ampio seguito grazie alla sua autenticità.

Il loro ritorno al Liceo Fermi non è stato solo un incontro, ma un messaggio di speranza: hanno dimostrato che non esiste un unico modo di vivere la scuola, che le difficoltà non definiscono il valore di una persona e che spesso le cose più belle nascono per caso. La loro storia insegna che crescere significa partire, affrontare le proprie paure e accettare il passato senza dimenticare da dove si viene. Perché anche da esperienze diverse può nascere un futuro condiviso, fatto di sogni, coraggio e amicizia.