Home L'editoriale Professione influencer: ma è davvero un lavoro?

Professione influencer: ma è davvero un lavoro?

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Il recente caso Ferragni ha stimolato la discussione anche tra noi studenti perché gli influencer sono persone che hanno la capacità di condizionare le scelte, i comportamenti e gli acquisti di chi li segue attraverso i social media, offrendo intrattenimento in cambio. Alcune persone ritengono che siano solo dei “famosi per caso” che guadagnano soldi facili senza alcuna competenza o preparazione. Altri, invece, li considerano dei veri e propri modelli da seguire. Possono guadagnare denaro attraverso la sponsorizzazione di prodotti, la pubblicità e la promozione di marchi sui loro canali e il guadagno varia in base al numero di follower che hanno.

Secondo i dati 2023 di DeRev, azienda che si occupa di strategia e posizionamento digitale dei brand italian, un influencer con un pubblico tra i 10 e i 50 mila follower può guadagnare dai 300 ai 850 euro a post, mentre un influencer con un pubblico tra i 50 e i 300 mila follower può guadagnare fino a circa 4 mila euro a post.

La trasparenza nelle collaborazioni con altri brand è fondamentale per mantenere la fiducia dei follower, evitando la percezione di una promozione ingannevole. Proprio come la difficile situazione che sta coinvolgendo Chiara Ferragni, l’imprenditrice e influencer da 29 milioni e mezzo di follower che si è trovata catapultata in un vero e proprio scandalo: è stata aperta un’inchiesta col rischio di truffa aggravata per non aver donato in beneficenza all’ospedale Regina Margherita di Torino, come aveva precedentemente annunciato, il ricavato della vendita dei suoi pandori in collaborazione con Balocco durante il Natale 2022; ricavato che si sarebbe dovuto usare per comprare un nuovo macchinario utile ai bambini malati. Di conseguenza, i consumatori hanno creduto di donare i soldi con cui hanno acquistato i pandori, ma in realtà Balocco aveva già versato fondi all’ospedale a maggio 2022, molto prima del Natale.

Le aziende di Ferragni, anche se hanno guadagnato più di 1 milione di euro con questa mossa, non hanno effettivamente contribuito alla causa da loro promossa. Per questo motivo, l’Antitrust l’ha sanzionata con una multa da un milione di euro.

Cosa ne pensa la redazione del Fermi?

Secondo noi, non dovremmo giudicarla per un solo passo falso: ha sbagliato, ma ricordiamo però tutte le iniziative da lei promosse durante il periodo del Covid. Dal nostro punto di vista essere influencer non può essere considerato un lavoro poiché é un qualcosa di momentaneo, perché andare virali é facile, basta essere di bell’aspetto, divertenti o solo fortunati! Quindi potremmo dire che fare l’influencer dovrebbe essere solo un hobby correlato a un impiego primario.

Articolo a cura di: Chiara di Foggia, Mariagiovanna Tammaro, Flavia De Cardona, Carla Gessa Laconi, Cristina Picone