Home BreakingViews Debate Day 2024 al Liceo Fermi: i giovani parlano, spiegano, convincono

Debate Day 2024 al Liceo Fermi: i giovani parlano, spiegano, convincono

606
0

Argomentare, motivare, spiegare, provare a convincere l’altro della nostra posizione ma senza sopraffare. Nelle scuole di oggi si dice debate, all’inglese, che sta a significare il confronto fra due squadre di studenti che sostengono e controbattono un’affermazione o un argomento dato in partenza dal docente: c’è chi argomenta a favore e chi contro, intanto si impara a informarsi, a spiegare, a parlare con lo scopo di essere persuasivi.

Proprio il Liceo Fermi di Aversa ha ospitato il 15 febbraio l’edizione 2024 campana del Debate Day, sana competizione tra squadre regionali per promuovere l’importanza di una consapevolezza del pensiero e del linguaggio. In parecchie aule è riecheggiata l’antica arte oratoria, tra classi in cui la gara si è svolta in italiano o in inglese.

Abbiamo intervistato la Professoressa Elena Prezioso, coordinatrice del Dipartimento di Storia e Filosofia al Fermi, per farci spiegare dalle basi quanto sia profonda l’importanza di un simile percorso.

La Professoressa Elena Prezioso intervistata da Marta Luiso

Partiamo dal debate, dalla parola stessa e dal corso che Lei tiene al Fermi.

Il corso si fonda su una metodologia che è il debate e che deriva dal mondo anglosassone. Ha una profonda radice nella nostra cultura latina e greca, basti ricordare la stessa disputatio medievale. Il corso che teniamo qui al Fermi considera il debate sia una pratica per avviare al debate competitivo, quindi con i campionati regionali in lingua italiana e lingua inglese, sia come corso che incentiva i ragazzi a saper comunicare, li stimola in quella direzione. Lo scopo del debate è aiutare le persone a ordinare i propri pensieri e a tirarli fuori nella maniera più efficace possibile, comprendendo la posizione dell’interlocutore e preparandosi anche alla vita che sta fuori da questa scuola. A scuola i ragazzi vivono il confronto e la comunicazione in una logica di relazione con i professori e i compagni e c’è bisogno di farsi capire, ma una volta entrati nel mondo degli adulti avranno fin da subito bisogno di farsi comprendere, soprattutto di lavorare in squadra. Il debate è un forte acceleratore per queste skill.

Da insegnante, quali carenze e risorse nota tra i ragazzi della nostra generazione nell’argomentare?

I ragazzi partono da una ricchezza di contenuti che viene loro da una grande proliferazione di input, di notizie, di stimoli che provengono dal mondo che li circonda e, ancor di più, dalla rete e dai social; però non sempre hanno la capacità di saper scegliere tra le varie informazioni. Il mondo dell’informazione ha fatto suo il problema delle fake news, ancora più serio con l’avvento dirompente dell’intelligenza artificiale. Se viviamo in un mondo dove la fanno da padrone intelligenza artificiale e fake news, credo che dobbiamo lavorare sempre di più sulla nostra capacità critica, sul saper cogliere le differenze, le sfumature di pensiero nostre e degli altri, gli spunti più creativi che sono forse l’ultima risorsa per affermare la centralità del pensiero e delle parole. L’intelligenza artificiale non va demonizzata, è uno strumento che dobbiamo saper utilizzare e gestire tramite le caratteristiche dell’umano.

Avete mai organizzato un debate tra alunni e intelligenza artificiale?

Sinceramente no. Mi avete dato un ottimo spunto, potremmo provarci. Credo molto nei miei alunni e sono convinta che avere insegnanti che danno fiducia agli studenti sia la motivazione migliore, quindi sono convinta che, dopo averli ben preparati, vincerebbero sulla tecnologia.

Entrando un po’ più nel merito, cosa sono i debate impromptu?

Sono basati su una mozione che viene data appena un’ora prima del dibattito, i ragazzi si chiudono in una stanza nella quale non possono utilizzare alcun tipo di strumento elettronico ma solo il vocabolario della lingua italiana o della lingua inglese e il cosiddetto Libro dei fatti, che descrive gli avvenimenti più eclatanti dell’anno in corso. Invece, quando si partecipa ai campionati, c’è sia il classico dibattito impromptu ma anche il dibattito preparato prima: per quest’ultimo abbiamo un preavviso di 15 giorni. Ci lavoreremo moltissimo per fare tutta la ricerca documentale: un buon dibattito parte dalle fonti che andremo a citare e una delle qualità più importanti è saper scegliere quelle che meglio si adattano alla propria tesi.

Quanti ragazzi hanno partecipato al Debate Day 2024 ospitato dal Fermi?

10 scuole per l’italiano e 6 per l’inglese. Ogni squadra è composta da almeno 4 ragazzi e in più c’è il coach. Poi abbiamo i ragazzi che si occupano di mansioni diverse come l’accoglienza o i tutor d’aula o i timekeeper, cioè quelli che tengono il tempo e gestiscono il dibattito affinché ogni intervento duri 8 minuti, il loro compito è centrale. Durante il dibattito si respira un rigore assoluto perché importante non è quello che tu davvero pensi, non è importante che tu sia veramente favorevole o contrario, ma come lo dici.

Il debate, quindi, come esercizio per farci comprendere bene dal mondo intorno.

È proprio su questo che lavoriamo con cura, pensando ai ragazzi di oggi e preparandoli al vivere adulto di domani.

Immagine del Debate Day 2024 al Liceo Fermi
La locandina 2024 del Debate Day al Liceo Fermi

Intervista a cura di Marta Luiso e Beatrice Del Giudice.

In copertina: la giudice Raffaella Ferraioli durante la fase di restituzione, in privato, ai ragazzi di due squadre che hanno appena partecipato a un Debate dell’edizione 2024.