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GIORNATA FAI D’INVERNO: ALLA SCOPERTA DEI MONUMENTI “SALVATI”

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Gli studenti del Fermi al Complesso di San Francesco delle Monache

Di C. Sarmiento

Quante persone, e non solo ragazzi, non conoscono i beni storici e artistici che ci circondano? Quanti sono i beni abbandonati a sé stessi o addirittura chiusi al pubblico? I numeri sono alti ad entrambe le domande ed è proprio per questo motivo che nascono sempre più associazioni che cercano di proteggere i monumenti “innocenti”. Una di queste è il FAI, Fondo Ambiente Italiano, nato nel 1975 con l’intento di agire per la tutela, salvaguardia e valorizzazione del patrimonio artistico e naturale italiano attraverso il restauro e l’apertura al pubblico dei beni storici. Giovedì 28 novembre si è tenuta una giornata FAI d’inverno durante la quale i ragazzi della classe 4Fs hanno visitato il Complesso di San Francesco delle Monache ad Aversa, accompagnati dalla docente di disegno e storia dell’arte Daniela Loasses. I ragazzi, una volta giunti al Monastero, sono stati accolti da alcuni componenti di una classe amica FAI del Liceo Artistico Giordano, i quali hanno poi presentato la Chiesa spiegando i vari quadri esposti e fornendo una descrizione architettonica e artistica del luogo. Dopo, gli studenti hanno avuto la possibilità di avere un confronto con il restauratore della Pala dell’Assunzione, che ha spiegato qualche tecnica del suo lavoro. Per finire, poi, i ragazzi hanno visitato lo scolatoio delle monache, dove hanno potuto vedere da vicino ossa e vari oggetti che venivano utilizzati per celebrare la messa. La prof.ssa  rivela che la scelta della visita al Complesso di San Francesco delle Monache ad Aversa, presa dal dipartimento di disegno e storia dell’arte, era quasi obbligata e dettata dal fatto che i docenti stessi sono sempre molto attenti agli eventi in campo artistico che riguardano il territorio che ci circonda; diventava quindi importante mostrare ai ragazzi la pala dell’Assunzione, appena restaurata e attribuita solo da pochi anni al pittore Giovanni Francesco Barbieri detto il “Guercino”, uno degli  artisti più importanti  del  Seicento italiano. La prof.ssa continua dicendo che i ragazzi sono stati coinvolti positivamente nelle spiegazioni degli apprendisti Ciceroni, soprattutto quando li osservavano a lavoro davanti ai cavalletti, dove riproducevano particolari dei dipinti presenti nella chiesa. “Credo che si debba lavorare molto in tal senso perché spesso passiamo davanti a questi bellissimi monumenti ma conosciamo poco o nulla di essi: è importante dunque sostenere e partecipare ad iniziative come quella del FAI, così come a tutte le attività di didattica decentrata che il nostro Istituto propone sul territorio aversano, proprio per far sì che i nostri studenti siano consapevoli dell’enorme ricchezza artistica e culturale della città” spiega la Prof.ssa Loasses . Uno dei ragazzi che ha partecipato a quest’incontro è Giorgio Punzo, il quale, dopo aver fatto i complimenti ai ragazzi che gli hanno fatto da insegnanti per un giorno, dice: “È un’esperienza molto bella da fare, dà la possibilità di imparare nuove cose in un modo diverso, più dinamico”. Un altro ragazzo che ha preso parte ad una delle giornate FAI è Ivan Nucciarelli, il quale rivela: “La cosa che mi ha colpito di più è stato sicuramente l’impegno messo, da parte del comune di Aversa, per la ristrutturazione delle opere e anche della struttura in sé”. Ivan continua dicendo che aveva già visto quel Complesso grazie al corso di alternanza scuola-lavoro, e che le condizioni in cui si trova adesso sono completamente diverse rispetto a come era prima. Conoscere il nostro territorio è importante, difenderlo lo è ancora di più. Ma come possiamo difenderlo se non ci interessa minimamente? Semplice, non si può, nessuno esaurisce le sue forze per un qualcosa che non riteniamo “nostro”. Ed è proprio questo che dobbiamo cambiare, la città di Aversa è la nostra casa, che attualmente è in pericolo perché viene dimenticata da noi che la abitiamo. La cosa più giusta da fare è quindi conoscerla e aiutarla con ogni nostro possibile mezza, partendo dal rispetto.