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La matematica prende vita al Pi Day: gli studenti del Fermi protagonisti all’Università Vanvitelli

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di Sara Di Tella e Ludovica Orabona

L’11 marzo 2026, in occasione della Giornata Internazionale dedicata al Pi greco, trenta studenti del Liceo “Enrico Fermi” hanno partecipato al “PiGreco-Day”, un’iniziativa promossa dal Dipartimento di Matematica e Fisica dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli. Un evento capace di trasformare la matematica da disciplina astratta a esperienza concreta, coinvolgente e sorprendentemente vicina alla realtà.

La giornata si è svolta in un clima dinamico e collaborativo: gli studenti, suddivisi in squadre miste insieme a coetanei di altri istituti, hanno avuto l’opportunità di confrontarsi e scambiare idee. Cuore dell’attività è stata la risoluzione di quattro “problemi di Fermi”, esercizi che prendono il nome dal fisico Enrico Fermi e che richiedono di stimare grandezze complesse a partire da pochi dati e da ipotesi ragionevoli.

Tra le sfide proposte, una delle più attuali ha riguardato il potenziale energetico dell’Italia. Gli studenti hanno stimato quanta energia elettrica potrebbe essere prodotta sfruttando i tetti residenziali con pannelli fotovoltaici. Partendo da una superficie ipotetica di circa 450 km², hanno considerato fattori come la potenza installabile, la resa annua e le perdite tecniche, evidenziando il legame diretto tra matematica, sostenibilità e scelte energetiche future.

Non meno affascinante il problema relativo al numero di palline da golf necessarie per circondare la Terra lungo l’equatore. Utilizzando il raggio terrestre (circa 6400 km) e stimando il diametro di una pallina, gli studenti hanno tradotto una misura astronomica in un conteggio concreto, dimostrando come la matematica possa rendere tangibili anche le dimensioni del nostro pianeta.

Particolarmente stimolante è stata anche la sfida ispirata al matematico e scienziato Al-Biruni, che già nell’XI secolo elaborò un metodo per calcolare il raggio della Terra osservando l’orizzonte da una montagna. Prendendo come riferimento il Monte Bianco, gli studenti hanno ripercorso questo approccio, arrivando a stimare la circonferenza terrestre e a convertirla in miglia arabe. Da qui è nato il collegamento storico con Cristoforo Colombo, il cui errore di interpretazione tra miglia arabe e romane portò a una significativa sottostima delle dimensioni della Terra. Gli studenti hanno così quantificato in termini percentuali questa discrepanza, comprendendo come un errore matematico possa avere conseguenze storiche rilevanti.

Oltre agli aspetti tecnici, l’esperienza ha avuto un forte valore formativo. I problemi di Fermi sviluppano infatti competenze fondamentali come il pensiero critico, la capacità di modellizzare situazioni reali e il lavoro di squadra. In un’epoca in cui le discipline STEM sono sempre più centrali, iniziative come questa rappresentano un ponte concreto tra scuola e università.

L’incontro con l’ambiente accademico ha inoltre offerto agli studenti uno sguardo diretto sulle metodologie della ricerca scientifica: formulare ipotesi, verificarle, confrontarsi con gli altri e accettare l’incertezza come parte integrante del processo conoscitivo.

Il “Pi Day” alla Vanvitelli si conferma così non solo come una celebrazione della matematica, ma come un’occasione per riscoprirne il lato creativo e applicativo. Un’esperienza che lascia un messaggio chiaro: la matematica non è soltanto numeri e formule, ma uno strumento potente per interpretare il mondo e immaginare il futuro.