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Quando la letteratura accende il presente: al Liceo Fermi il salotto “E tu splendi, invece!”

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di Caterina Cantone, Valeria Romano, Sara Guarino e Giovanna Veneziani

La letteratura che incontra il presente, gli studenti che dialogano con i grandi autori e la scuola che si trasforma in uno spazio vivo di confronto culturale: è questo lo spirito del salotto letterario E tu splendi, invece!, che si è svolto venerdì 6 marzo alle 15:30 nell’Aula Magna del Liceo Scientifico Enrico Fermi di Aversa, promosso dai giovani critici del progetto “Storie in dialogo”.

L’iniziativa ha rappresentato il momento conclusivo di un percorso FSL dedicato alla letteratura del Novecento. Ideato dalla professoressa Anna Balido, il progetto ha coinvolto gli studenti in un laboratorio di lettura, analisi critica, scrittura riflessiva e interpretativa, e argomentazione sui grandi autori del secondo Novecento.

L’obiettivo principale è stato mostrare l’attualità di questi scrittori e il loro legame con la realtà contemporanea. Il dialogo messo in scena durante l’evento nasce proprio dall’intreccio tra le voci degli autori del Novecento e i testi originali degli studenti, sviluppati nel corso delle attività laboratoriali.

Durante il salotto letterario, gli studenti hanno dato voce ad alcuni tra i più importanti scrittori del secolo scorso, tra cui Italo Calvino, Leonardo Sciascia, Alda Merini, Primo Levi, Pier Paolo Pasolini e Natalia Ginzburg.

Attraverso letture sceniche, riflessioni argomentative e brevi rappresentazioni teatrali, i partecipanti hanno individuato un filo conduttore comune: la libertà, declinata in molteplici forme – libertà di pensiero, libertà civile e libertà personale.

“Abbiamo lavorato sugli autori del secondo Novecento cercando di capire quanto siano ancora vicini alla nostra realtà”, hanno raccontato alcuni studenti coinvolti nel progetto. “Ci siamo accorti che i temi affrontati da questi scrittori sono sorprendentemente attuali e parlano direttamente anche alla nostra generazione”.

Molti interventi hanno stabilito collegamenti con questioni contemporanee. La riflessione di Primo Levi è stata messa in relazione con il tema dell’intelligenza artificiale e con il problema della libertà personale in una società sempre più dominata dalla tecnologia. Con Natalia Ginzburg si è riflettuto sull’educazione familiare e sulle aspettative dei genitori, talvolta capaci di soffocare la vocazione e l’identità dei figli.

Il pensiero di Pier Paolo Pasolini ha offerto lo spunto per discutere il peso del conformismo, la pressione sociale e fenomeni diffusi tra i giovani, come l’esclusione e il bullismo.

Particolarmente intensa è stata anche la riflessione ispirata ad Alda Merini, che ha permesso di affrontare il tema della violenza sulle donne, sia nella sua dimensione fisica sia psicologica, ma anche altre fragilità del mondo giovanile, come i disturbi alimentari, analizzati dagli studenti in relazione all’esperienza contemporanea.

Significativa è stata la scelta di mettere in scena brevi dialoghi ispirati ai testi degli autori. Alcuni studenti hanno rappresentato un dialogo immaginario legato alla figura di Primo Levi, mentre altri hanno ricostruito una scena familiare ispirata alle riflessioni di Natalia Ginzburg sul rapporto tra genitori e figli.

Il salotto si è concluso con una riflessione collettiva sul valore della letteratura nella formazione dei giovani.

“La letteratura – hanno spiegato gli studenti – non serve soltanto a scrivere un tema o a prepararsi per un’interrogazione. È uno strumento che ci permette di capire il mondo, di aprire gli occhi su problemi e prospettive diverse, anche quando non condividiamo completamente i pensieri degli autori”.

Non è un caso che il percorso prenda ispirazione da una celebre riflessione di Italo Calvino, secondo cui “un classico è un libro che non ha mai finito di dire quello che ha da dire”. Da questa idea nasce il lavoro dei giovani partecipanti, impegnati a esplorare la dimensione etica e civile della parola, esercitando libertà di pensiero, spirito critico e senso di responsabilità.

Più che un semplice incontro letterario, il salotto del “Fermi” si è trasformato in un laboratorio di idee, in cui studenti e docenti hanno dialogato attraverso la forza dei testi. Perché, quando la letteratura riesce davvero a parlare al presente, non resta soltanto nelle pagine dei libri: diventa consapevolezza, confronto e possibilità di futuro.