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LO SPORT È VITA

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Salvatore Della Valle, un nostro ex compagno, ci parla del suo bel sogno avverato

Di F. Fusco, A. Verde e M. Perfetto

I sogni ci emozionano prima di essere realizzati e quando sono quasi concreti. Continuano a emozionarci quando si sono finalmente avverati ed è proprio la volontà di provare di nuovo questo grande insieme di emozioni, che spinge ognuno di noi a crearne di nuovi e più grandi: è necessario sognare perché i sogni sono emozioni della vita. Non è mai troppo presto o troppo tardi per cominciare a sognare. Ognuno ha la forza e la capacità di realizzare i propri desideri e trasformarli in obiettivi ma la differenza tra sogno e obiettivo consiste nel lavorare per raggiungere ciò che si vuole veramente. Per esempio: un sogno può essere quello di voler diventare astronauta. È una cosa che potrebbe piacere ma non vi è ancora determinazione. Ma se alla luna vi si vuole arrivare, ci si impegna perché diventi un obiettivo. Un conto è scegliere un sogno e metterlo nel cassetto a prendere la polvere; un altro conto è pianificare giorno per giorno come avverarlo. Non manca nulla, è solo necessario tirare fuori il coraggio. Bisogna crederci: i sogni si avverano. “Si dice che se un sogno è quello giusto, si incontreranno molti ostacoli” ci racconta Salvatore Della Valle, che frequentava il Liceo Fermi nella classe 1°C lo scorso anno. Salvatore ha incontrato tanti ostacoli, alcuni dei quali sembravano insormontabili, ma con la sua volontà li ha superati. L’ex studente giocava a calcio nella squadra della scuola “Bombonera” di Napoli. Quest’anno è iscritto al Liceo Scientifico Sportivo Giovanni Paolo II di Ostia, dove si è trasferito per rincorrere il suo sogno, dopo aver colto l’opportunità di giocare nella squadra professionistica della Roma. A 14 anni, senza genitori, a 200 chilometri da casa, Salvatore si allena ogni giorno per arrivare ancora più in alto, crescere atleticamente e formarsi caratterialmente. Realizzare un sogno, infatti, non è una passeggiata: è impegnativo, non si finisce mai di lavorare e non vale accontentarsi, bisogna lottare fino in fondo anche quando si ha paura. “Questo step deve essere un punto di partenza, non di arrivo, ma non nascondo di essere stato felicissimo quando ho saputo di aver superato il provino – sorride al pensiero – ho cominciato a urlare e a saltare per tutta la casa, piangendo mentre ero a telefono con mio padre, che mi ha dato la notizia”.  Realizzare un sogno è una soddisfazione quando è il risultato di tanti sforzi. ”I miei compagni di squadra e di classe mi mancano, avevamo legato molto, ma fortunatamente mi sono ambientato subito nella nuova squadra, perché il calcio è un’unica lingua o religione, che non ha atei e per cui tutti noi condividiamo un unico obiettivo”. È un esempio di appassionato, che pur di giocare in squadre sempre più importanti è disposto a lasciare la famiglia e gli amici incontrandoli solo il weekend, quando torna a casa, per raccontargli le sue crescite ma al contempo tutti i sacrifici che deve affrontare. Non nasconde però di aver avuto i famosi “momenti no” di ogni atleta, e ci racconta “È nostro dovere prendere le nostre responsabilità, essere maturi, saper reagire quando pensiamo di arrenderci e rialzarci quando tutto ci porta a cadere”. Lo sport infondo è uno stile di vita: è correre tutti i giorni per non arrivare tardi; è mangiare panini al volo a pranzo; è impegnarsi ogni giorno per essere sempre all’altezza; è andare a dormire tardi per recuperare tutti i compiti e approfondire ogni materia; è sacrificare amici e famiglia per essere sempre pronti la domenica quando si è chiamati alla sfida; è gestire l’ansia prima di ogni partita o gara; è dei compagni anche dopo un errore o l’esultanza dopo una vittoria… lo sport è vita! Insomma, bisogna darsi da fare, non perdere niente, godere ogni secondo, godere di ogni cosa.