di Noemi Aiello e Chiara Lauro
Conoscere per capire, capire per non dimenticare. È questo il filo conduttore dell’incontro svoltosi venerdì 19 dicembre 2025 presso il Liceo Scientifico “Enrico Fermi” di Aversa, nell’ambito del progetto “Storie in onda, biblioteca viva: leggere, incontrarsi e partecipare”. Un appuntamento di alto profilo civile e culturale che ha visto protagonisti gli studenti e due autorevoli rappresentanti della magistratura: Maurizio Giordano, sostituto procuratore presso il Tribunale di Napoli, e Francesco Balato, giudice della sezione penale del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.
Al centro del confronto, il libro Il buio e l’alba. Il racconto sul clan dei Casalesi è un’opera che ricostruisce con rigore e lucidità oltre trent’anni di storia criminale legata al sodalizio camorristico, uno dei sistemi illegali più violenti e pervasivi della storia recente. Non una semplice narrazione, ma un’analisi puntuale dei fatti di cronaca, delle connessioni di potere e delle dinamiche interne di un’organizzazione capace di condizionare profondamente il territorio campano, infiltrandosi nel tessuto economico, sociale e culturale.
Attraverso la voce dell’autore, Maurizio Giordano, il racconto prende forma come un mosaico in cui ogni tassello – dalle origini del clan agli sviluppi più recenti – contribuisce a svelare la struttura di un mondo fondato su violenza, corruzione e controllo sociale. Un sistema che ha lasciato ferite profonde nelle comunità locali, ma che può essere compreso e contrastato solo attraverso la conoscenza e la memoria.


Il dialogo con gli studenti ha trasformato la lettura in un’esperienza viva e partecipata, stimolando domande, riflessioni e un’autentica consapevolezza critica. L’incontro, organizzato e presentato dalle professoresse Patrizia D’Alesio e Alessia Simona Abate, si è configurato come uno spazio di confronto autentico tra scuola e istituzioni, in cui la cultura diventa strumento concreto di educazione alla legalità.
A moderare il dibattito è stato Antonio Casaccio, direttore responsabile del periodico Informare, che ha saputo guidare con equilibrio e profondità il dialogo tra i relatori e il pubblico studentesco, valorizzando gli interventi e favorendo un clima di ascolto e partecipazione.
In un tempo in cui la memoria rischia di affievolirsi e l’indifferenza di prendere il sopravvento, iniziative come questa dimostrano che la scuola può e deve essere un presidio di resistenza civile. Perché raccontare il buio non significa celebrarlo, ma attraversarlo per arrivare all’alba. E ogni studente che ascolta, comprende e riflette è una luce accesa contro l’ombra dell’illegalità.

















































