Home Cultura UN INCONTRO ALL’INSEGNA DELL’EMANCIPAZIONE

UN INCONTRO ALL’INSEGNA DELL’EMANCIPAZIONE

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Le parole di Virginia Woolf ed altre importanti scrittrici riecheggiano fra le pareti dell’aula magna nel giorno dedicato alle donne

Di I. Costanzo, M. De Lucia, R. Serra

Lo scorso 8 marzo, in occasione della Giornata internazionale della Donna, nell’aula magna del Liceo Scientifico Enrico Fermi si è tenuta, dalle ore 16:00 alle ore 18:00, una conferenza sul ruolo delle donne nella società contemporanea. Molti gli studenti che hanno partecipato all’evento, reso ancora più interessante ed affascinante dalla lettura, a cura dei ragazzi delle classi quinte, di alcuni brani tratti da “A Room for One’s Own”, ovvero “Una stanza tutta per sé” di Virginia Woolf. Scrittrice, saggista e attivista britannica, è considerata una delle principali figure della letteratura del XX secolo, attivamente impegnata nella lotta per la parità di diritti tra i due sessi.  Ospite principale della conferenza, il dottor Gerardo Salvati, professore universitario della Facoltà degli Studi di Salerno, membro della Italian Virginia Woolf Society, a cui è stato affidato l’arduo ma, al contempo, onorevole compito di commentare i brani scelti dagli studenti. Brani che hanno riscosso grande approvazione e suscitato l’ammirazione dei ragazzi presenti, i quali hanno poi avuto la possibilità di acquistare le opere della scrittrice inglese, esposte, durante l’evento, su uno stand organizzato dagli addetti della libreria Libriotheca. L’incontro è stato mediato dal professore di lingua inglese Pasquale Pagano, il quale ha permesso che si instaurasse un dialogo fra l’ospite ed il giovane pubblico, rendendo quindi quest’ultimo partecipe e non un semplice ascoltatore. Data l’importanza dei temi affrontati, il professore si è sentito di dire: “In un tempo storico in cui assistiamo a rapporti umani spesso conflittuali e violenti, la scuola si propone come luogo per ripensare e riconsiderare la relazione tra i sessi in un’ottica di mutuo sostegno e collaborazione. Guidati dalla voce della grande scrittrice inglese, gli studenti hanno avuto la possibilità di riflettere sulla condizione di emarginazione vissuta dalle donne per secoli; l’aula tutta per se’, lungi dall’essere luogo di isolamento in cui il genio femminile celebra se stesso, deve essere occasione per recuperare la propria creatività al fine di costruire una società in cui non esistano ne’ vittime ne’ oppressori, fondata sul reciproco arricchimento tra i sessi”. La conferenza è poi andata avanti con il commento del prof. Gerardo Salvati, che è intervenuto con esempi di emancipazione femminile interpretati da figure vicine all’autrice e da testi della Woolf che racchiudessero il suo pensiero. Alle spiegazioni del dott. Salvati, si sono intervallate le letture tratte dal romanzo protagonista dell’incontro, con l’aggiunta di alcune poesie di Sibilla Verano, poetessa italiana che ha affrontato nelle sue opere e alla quale stavano a cuore gli stessi ideali di Virginia Woolf. La conversazione si è in seguito focalizzata sul ruolo della donna in ambito letterario, passando per le opere censurate fino ad arrivare ai canoni di scrittura istituti in un campo che, prima delle pioniere armate di carta a penna, era completamente di dominio maschile. Importante il ruolo di personaggi come Mrs. Afra Behn, la prima donna a fare della scrittura il proprio lavoro e ancora oggi censurata dal canone scolastico inglese. La sua figura è maggiormente ricordata per il suo saggio, intitolato “Le tre ghinee”, basato sul pensiero di dover investire e puntare sul futuro delle scrittrici nel mondo della letteratura. Virginia Woolf diceva che tutte le scrittrici e donne in generale dovrebbero esserle riconoscenti, lasciandole un fiore sulla bara. Infine il prof. Pagano ha invitato il pubblico a esprimere i propri pareri, senza rivalità, ma con una collaborazione tra uomo e donna. La Woolf sarebbe in parte delusa dell’emancipazione odierna perché, nonostante gli innegabili passi in avanti, mancano ancora importanti conquiste, soprattutto in alcune parti del mondo. Ancora ci si sente additati per una opinione non condivisa. E non è forse giunto il momento per tutti di smettere di puntare il dito contro? e per le donne, in particolare, non è giunto il momento di smetterla di nascondersi?