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UN COLORE COME OBIETTIVO

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Salvatore Marrandino, giovane karateka del Fermi ci parla dei suoi sogni

Di F. Fusco e A. Verde

Il karate è un’arte marziale ormai sempre più famosa tra i giovani. Ogni karateka, sin dall’inizio della sua attività, aspira a raggiungere il livello più alto, inizialmente colorando la propria cintura, poi passando di colore in colore e infine raggiungendo la prestigiosa cintura nera. Durante questi passaggi gli atleti crescono sul tatami, il classico pavimento da karate, imparando a non fermarsi mai al primo ostacolo, a rialzarsi sempre, a dare una mano all’avversario battuto e ad aspirare a soglie di miglioramento sempre più alte. C’è chi durante il percorso molla tutto, magari soddisfatto del livello raggiunto, stanco o demoralizzato, e chi invece continua imperterrito, desideroso di raggiungere l’obiettivo dopo tanti sforzi. Uno di questi atleti è Salvatore Marrandino, studente di 2Cs al Liceo Fermi e karateka da ormai 6 anni, vincitore di tante competizioni tra cui molte anche a livello nazionale. Dopo anni e anni di sacrifici, Salvatore sosterrà il fatidico esame per raggiungere il suo sogno: il passaggio alla cintura nera. Sarà soddisfatto? La risposta sorprende: “Sì, raggiungere questa tappa per me rappresenta un’evoluzione sicuramente soddisfacente ma deve essere un trampolino per traguardi sempre più importanti, non un capolinea: c’è ancora molto su cui lavorare”. La sua preparazione per l’esame, che terrà a giugno 2018 è già cominciata e il suo maestro lo sta accompagnando passo passo per essere all’altezza del titolo. “Questa prova per me è una sfida e come tale l’affronterò con determinazione, preparazione ma anche voglia di migliorarmi. Dopotutto si sa, se si è determinati ogni traguardo è raggiungibile, per quanto possa essere duro e difficile da credere.” Salvatore è inconfutabilmente determinato e anche convinto che alla base del successo vi deve essere la passione, senza la quale è impossibile superare tutti gli ostacoli che si porranno davanti. Il giovane karateka infatti ci spiega che la prima domanda da porre a sé stessi prima di mollare è “a me piace? Mi diverte?” La passione e quindi anche il divertimento è l’unica motivazione che spinge ognuno a superare gli ostacoli e a raggiungere le soddisfazioni di cui si ha bisogno. Capita che ci si demoralizzi o si perda fiducia in sé stessi, ma la vera forza sta nel sapersi rialzare anche in queste occasioni: “è normale che ci siano periodi in cui ci si abbatte, che lasciano pensare di mollare tutto ma sono proprio questi i momenti importanti perché si può utilizzarli per motivarsi a fare di meglio e quindi metterci più determinazione” Le affermazioni di Salvatore possono essere per tutti  motivo di riflessione e non solo per chi pratica karate, perchè qualsiasi sport si pratichi è come un seme, la cui crescita è determinata dalla qualità del terreno su cui si trova. Il terreno sarà fertile e ricco solo se si è appassionati e convinti di metterci il massimo. Per quanto i sogni possano essere grandi, l’importante sta nella volontà che un atleta ci mette.