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“Chiamati per nome”: al Liceo scientifico Enrico Fermi, riconoscersi per sentirsi parte

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di Giovanna Veneziani

Un nome pronunciato ad alta voce, un volto riconosciuto, una comunità pronta ad accogliere. È questo il significato della cerimonia “Chiamati per nome”, il progetto di accoglienza promosso dal Liceo scientifico “Enrico Fermi” di Aversa, che in questa settimana ha scelto di dedicare tempo e attenzione ai ragazzi che hanno appena iniziato il loro cammino nella scuola superiore. Un’iniziativa che trasforma il primo incontro con il liceo in un momento di relazione e condivisione, mettendo in dialogo chi si appresta a iniziare una nuova esperienza e chi, invece, si prepara a concluderla.

Il progetto ha preso avvio il 15 settembre nella sede di Parete, per poi proseguire ad Aversa il 16, 17 e 18 settembre, nell’atrio dell’istituto, attraverso giornate dedicate alle diverse classi prime. La scelta di distribuire gli incontri nel corso della prima settimana di scuola ha permesso di dedicare a ciascun gruppo il giusto spazio, evitando che l’accoglienza si trasformasse in un momento frettoloso e lasciando a ogni ragazzo la possibilità di sentirsi realmente protagonista. A coordinare l’iniziativa è stata la dirigente scolastica Adriana Mincione, che ha guidato i diversi momenti dell’incontro e a favorito il dialogo tra alunni, docenti e istituzione scolastica.

A rompere il ghiaccio sono stati gli studenti delle classi quinte. Chiamati a raccontare la propria esperienza, alcuni di loro hanno preso la parola davanti ai nuovi arrivati, condividendo ricordi, emozioni e riflessioni legate agli anni trascorsi tra i banchi del liceo. Le loro testimonianze hanno restituito ai più giovani un’immagine concreta di ciò che li attende: non soltanto studio e impegno, ma anche relazioni, esperienze, difficoltà superate, occasioni di crescita e momenti destinati a rimanere nella memoria.

Dopo le testimonianze, è stato il turno dei docenti delle classi prime, che si sono presentati ai nuovi alunni e hanno rivolto loro un augurio per l’anno appena iniziato. Un momento semplice, ma significativo, per rendere fin da subito più vicino e familiare il volto della scuola.

Il momento centrale è stato però quello in cui gli studenti delle prime sono stati chiamati singolarmente per nome. Uno dopo l’altro, i ragazzi sono stati presentati alla comunità scolastica e invitati a condividere qualcosa di sé.

C’è chi si affaccia a questa nuova realtà con curiosità, chi con entusiasmo, chi con qualche inevitabile timore legato a un ambiente ancora tutto da conoscere. Le loro risposte restituiscono la varietà delle emozioni con cui si apre un’esperienza importante e permettono alla scuola di entrare in contatto, fin dall’inizio, non soltanto con le nuove classi, ma con le persone che le compongono.

È proprio nel gesto di chiamare per nome che si concentra il significato più profondo dell’iniziativa. Il nome identifica, distingue e riconosce. Pronunciarlo significa comunicare a chi arriva che la sua presenza è stata notata e che la sua individualità ha un valore. Il messaggio rivolto ai nuovi alunni è quindi chiaro: al Fermi non sono entrati soltanto nuovi iscritti, ma persone con una propria storia, che la scuola si impegna fin dall’inizio ad ascoltare e accompagnare.

In questo contesto assume un valore particolare la presenza delle classi quinte: attraverso le testimonianze e la partecipazione all’iniziativa, i più grandi diventano il tramite tra due momenti diversi dello stesso cammino. Da una parte ci sono ragazzi che muovono i primi passi nella scuola superiore; dall’altra, giovani che si avvicinano alla conclusione della loro esperienza liceale.

L’incontro diventa così un ponte tra generazioni scolastiche, nel quale l’esperienza di chi sta per lasciare il liceo incontra le aspettative di chi sta appena iniziando. Un passaggio ideale che rende visibile la continuità della realtà scolastica e contribuisce a creare, fin dai primi giorni, un senso di appartenenza.

A suggellare l’incontro, come da tradizione, non è mancata la foto di rito: ogni classe prima è stata immortalata insieme alla quinta di riferimento, ai docenti e alla dirigente scolastica Adriana Mincione. Uno scatto che diventa anche il simbolo di un passaggio di testimone tra chi si affaccia per la prima volta alla vita del liceo e chi si prepara a concluderla.

A rendere l’iniziativa accessibile anche alle famiglie è stata, inoltre, la possibilità di seguirla a distanza attraverso le dirette sul canale YouTube dell’Istituto, curate dagli studenti della redazione di Li.Fe. Radio. La partecipazione supera così i confini degli spazi scolastici e permette alle famiglie di condividere, anche da casa, questo primo momento significativo per i propri figli.

“Chiamati per nome” diventa quindi molto più di un semplice momento di benvenuto. È un modo per dire ai nuovi arrivati che il loro ingresso non passa inosservato: ogni ragazzo viene visto, ascoltato e riconosciuto.

Tra le parole delle quinte, gli auguri dei docenti e le aspettative raccontate dalle nuove leve, prende forma una realtà che si rinnova ogni anno. Chi arriva porta con sé una nuova storia da scrivere; chi sta per partire lascia alle proprie spalle esperienze, ricordi e tracce che continuano a vivere nella scuola.

E proprio così, attraverso un nome pronunciato e una voce ascoltata, il primo incontro con il Fermi diventa già l’inizio di un’appartenenza: perché, prima ancora di imparare insieme, una comunità scolastica deve imparare a riconoscersi.