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“LA CULTURA COME BASE PRINCIPALE DELLA VITA”

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Roberto Vecchioni incontra gli studenti di Aversa: tra loro c’è anche il Liceo Fermi

Di I. Costanzo, C. Liguori, L. Grillo

Al Teatro Metropolitan di Aversa ha presentato il suo ultimo libro, Il mercante di luce, lo scrittore, cantante e docente Roberto Vecchioni. Presente il Liceo Enrico Fermi insieme ad altre scuole di Aversa e dell’agro aversano. L’evento è stato organizzato dalla libreria Libriotheca in collaborazione con il Liceo Classico Domenico Cirillo e l’Istituto Professionale. Il giornalista e scrittore Vito Faenza ha introdotto l’evento, poi Vecchioni ha raccontato il suo libro: un mix sulla sua vita che parte soprattutto dalla passione per la cultura che per lui non solo è “la base principale della vita”, ma anche “l’azione che giustifica ogni gesto del nostro quotidiano”.

Vecchioni è un professore di greco, latino, storia e filosofia nato a Milano ma di origini napoletane. Ha insegnato in alcuni licei di Milano e della provincia di Brescia poi, una volta raggiunta l’età pensionabile, ha iniziato a insegnare nelle università. Durante l’incontro infatti, si è soffermato anche sul suo lavoro da insegnante che, secondo lo scrittore, è faticoso ma pieno di soddisfazioni: “Noi insegnanti non siamo perfetti, il nostro compito è darvi fiducia. Devo entrare in questa scuola per 40 anni, devo stare in quell’aula per 4 ore e devo uscirne distrutto, altrimenti non avrò svolto il mio compito correttamente”. Ed è questo il momento in cui è intervenuta Elvira Ariano, un’ex studentessa del Liceo Cirillo che ha cantato Chiamami ancora amore, un successo sanremese dell’autore che, sorpreso dalla perfetta esecuzione, l’ha affiancata con entusiasmo. La scelta della canzone non è casuale perché Arianoha avuto l’idea di proporre una tesina per il suo esame di stato piuttosto originale: la canzone è stata infattiinserita nel lavoro dell’ex studentessa cantandola. Sul finire dell’incontro, gli studenti hanno posto all’autore domande tratte principalmente dalla lettura del libro.Uno dei ragazzi presenti, in particolare, ha chiesto all’autore se avesse più paura di vivere o di morire. “Non ho paura né di vivere né di morire” ha sostenuto Vecchioni che ha aggiunto “Nella vita noi abbiamo tre cose: il bene, il male e noi stessi” e rivolgendosi ai giovani studenti: “Non esiste una felicità assoluta, la felicità è un insieme di piccole cose, un insieme di attimi”. Decisamente una splendida mattinata in compagnia di un così celebre e illustre scrittore che ha concluso l’incontro con un motto greco a cui è molto legato: “Nessuno è padrone di sé stesso” e ha precisato che per padrone intende semplicemente il tempo.Sul finale poi, gli studenti hanno colto al volo l’opportunità di ricevere un autografo sul loro libro. I ragazzi così sono tornati a casa non solo con una firma ma anche con un animo decisamente arricchito.