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CODERDOJO: LINGUAGGIO INFORMATICO PER LO SVILUPPO DELLA CREATIVITÀ

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Anche la Prof.ssa Vassallo, docente del Fermi, collabora all’iniziativa ad Aversa

Di M. Mangiacrapa e C. Carmellino

Nato in Irlanda nel 2011, Coderdojo è un movimento internazionale no-profit il cui scopo è quello di insegnare ai più piccoli il linguaggio informatico; può essere considerato una vera e propria palestra che allena il pensiero computazionale attraverso l’utilizzo del coding. Coderdojo nasce infatti dall’unione delle parole Coder, che significa programmatore, e Dojo, termine giapponese che indica il luogo in cui si svolgono gli allenamenti alle arti marziali. In Italia i dojo sono attivi dal 2012 e, lo scorso 30 novembre, anche la città di Aversa si è unita alla settantina dei comuni italiani che hanno scelto di prendere parte a quest’innovativo progetto. Tra le quattro insegnanti che dirigono l’iniziativa qui ad Aversa ritroviamo anche Giovanna Vassallo, referente per il Coding e docente di Matematica e Fisica del nostro Liceo, alla quale abbiamo posto alcune domande.

Da cosa nasce il suo interesse per il coding?

Il mio interesse per il Coding è nato per caso. Navigando su internet mi son imbattuta in un corso del prof. Alessandro Bogliolo, ho cominciato a seguirlo e mi ha coinvolto tanto da seguire tutti i suoi Mooc (Massive Open Online Courses). Ho fatto delle Summer school di alta formazione ed anche un esame in presenza di “Pensiero Computazionale” all’Università di Urbino. Per me il coding ha sempre avuto a che fare con la creatività, l’espressione e l’applicazione pratica.

Cosa ha spinto lei e le sue colleghe a realizzare questo progetto?

Ciò che ha spinto me e le mie colleghe, Adele D’Angelo( Champion), Grazia Fonti e Titti Astarita a condividere l’esperienza di un CoderDojo è stata la volontà di voler educare i bambini ed i ragazzi all’uso delle nuove tecnologie, perché spesso i ragazzi sono utenti avanzati ma poco o per nulla consapevoli: non sanno distinguere le fonti, si credono anonimi e quindi hanno una scarsa percezione del senso di responsabilità per cui tendono a comportarsi in maniera imprudente, esponendosi a rischi personali, aggredendo il prossimo o finanche arrivando a compiere azioni illegali. Formare i ragazzi al coding significa sviluppare il loro senso critico rispetto all’informazione veicolata dal web, sviluppare un nuovo senso civico applicato al digitale.

Il nostro liceo è stato uno dei primi ad introdurre il coding. Pensa sia importante insegnare il linguaggio informatico sin dalla giovane età?

Il nostro liceo è stato uno dei primi a credere all’importanza del pensiero computazionale, forse l’unico in Italia ad avere l’ora di Coding in orario curriculare, nonostante sia importante cominciare fin da piccoli. Gli alunni della 5 M e della 4 D, tra i quali Matteo D’ Alessandro, Martina Limpido, Paolo Piro, Giulia Pergameno, Claudia Ferriero,… hanno contribuito con entusiasmo all’ inaugurazione del Coderdojo, aiutando i partecipanti a fare dei percorsi di Coding e spiegando loro che lo scopo di insegnare il coding non è formare i programmatori di domani ma allenare i bambini a sviluppare la creatività, la capacità di risolvere i problemi e molto altro ancora, in maniera ludica e divertente, da qui l’importanza di un CoderDojo ad Aversa.