di Francesca Di Ronza, Rossella Massaro, Maria Bertolla, Francesco Mercurio e Ludovica Orabona
Il 6 marzo scorso, le classi 3H, 3D e 3F hanno vissuto un’esperienza intensa e affascinante tra il centro storico di Napoli e il suggestivo Museo di Anatomia dell’Università Federico II. Una giornata che ha permesso agli studenti di esplorare la città da due prospettive molto diverse: da un lato la sua storia millenaria, fatta di arte, cultura e tradizione; dall’altro il suo lato più scientifico e macabro, attraverso lo studio del corpo umano e delle sue anomalie. Il viaggio è iniziato tra i vicoli e le piazze più caratteristiche del centro di Napoli, un luogo dove il passato convive con il presente in un equilibrio unico.
Gli alunni hanno attraversato via dei Tribunali, una delle strade più antiche della città, nota per le sue storiche pizzerie, le chiese monumentali e l’atmosfera vivace che la contraddistingue. Qui, tra il profumo della pizza e il vociare dei passanti, gli studenti si sono immersi nel cuore pulsante di Napoli, osservando da vicino la sua architettura e il suo stile di vita unico.
La passeggiata li ha poi condotti a piazza Bellini, un luogo di incontro per giovani, studenti e artisti, circondato da edifici storici e locali caratteristici. Al centro della piazza, gli studenti hanno potuto ammirare un frammento delle antiche mura greche di Neapolis, un reperto archeologico che ha ricordato loro le origini millenarie della città.
Proseguendo nel percorso, i partecipanti hanno attraversato via Foria, una strada che conserva ancora il fascino della Napoli ottocentesca, tra palazzi storici e negozi tradizionali. Qui hanno avuto modo di osservare la vivacità della città e il suo continuo movimento, prima di dirigersi verso la meta principale della giornata: il Museo di Anatomia. Se la prima parte della giornata è stata un viaggio nella storia e nella cultura di Napoli, la visita al Museo di Anatomia ha portato gli studenti in un mondo completamente diverso, fatto di studio scientifico, ricerca e un pizzico di inquietudine.







Appena varcata la soglia del museo, sono stati accolti da una collezione di reperti che raccontano la storia della medicina e della ricerca anatomica. La parte più impressionante della visita è stata senza dubbio la sezione dedicata alle malformazioni congenite; erano esposti feti e bambini deformi conservati in barattoli di vetro. Osservare quei corpi immobili, sospesi in un liquido trasparente, ha fatto riflettere i presenti sulla fragilità della vita e su quanto la scienza abbia cercato, nel corso dei secoli, di comprendere e studiare queste anomalie.
Proseguendo la visita, gli alunni si sono imbattuti in una collezione di mummie, corpi perfettamente conservati che li hanno riportato indietro nel tempo. Alcune di esse risalgono a secoli fa e mostrano dettagli incredibili: la pelle, i capelli, i denti… tutto ancora visibile, come se il tempo si fosse fermato.
Il museo ospita anche una vasta raccolta di ossa e scheletri umani, alcuni appartenenti a persone vissute secoli fa. Osservare quei crani e quelle ossa ha fatto pensare gli studenti, i quali hanno immaginato chi fossero quelle persone, quale fosse la loro vita e come i loro resti siano giunti fino a noi.
Un’altra sezione che ha attirato l’attenzione degli alunni è stata quella dedicata agli animali mummificati. Tra i reperti esposti, c’erano scheletri e corpi conservati di diverse specie, testimoniando come la scienza abbia sempre cercato di studiare non solo l’anatomia umana, ma anche quella animale. La visita al Museo di Anatomia è stata senza dubbio un’esperienza fuori dal comune. Ha suscitato nei ragazzi un misto di emozioni: stupore, curiosità, ma anche un po’ di trepidazione.
Alla fine della giornata, ogni alunno è uscito dal museo con un bagaglio di conoscenze nuove e con la consapevolezza che la scienza e la storia, per quanto diverse, sono strettamente legate tra loro. Napoli, con il suo incredibile patrimonio culturale e scientifico, ha ancora una volta stupito e regalato un’esperienza che non sarà dimenticata facilmente.